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Discussioni e suggerimenti


mar 08
2010

Dal mondo dell'ottavino

Scritto da Manager in preparazioneottavino

1) 'Suonare bene l'Ottavino fa suonare meglio il Flauto!' Citazione: M ° Giuseppe Rocca, mitico ottavinista della Scala dal '54 all' '84. 2) L'ottavino è uno strumento tecnicamente a sé stante o è un flauto più piccolo? 3) Le qualità sonore del Piccolo possono essere migliorate con lo studio? Se il suono è brutto resta tale per tutta la vita? ...Dite la Vostra!
Commenti (7)Add Comment
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scritto da zafferana, 13, marzo, 2010
Sono d'accordo con te e condivido pienamente le tue esperienze ma non mi convince l'idea che se uno suoni l'ottavino migliori (anche solo per la precisione) le proprie abilità col flauto. Forse perchè ho conosciuto validi ottavinisti (lo suonano in orchestre da decenni) che suonano male il flauto o non lo suonano per nulla....tuttavia è molto più raro il contrario: cioè che se uno è bravo col flauto non valga granchè con l'ottavino.......boh! In ogni caso grazie per la risposta. Saluti. Davide
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scritto da manager, 13, marzo, 2010
Eccomi!
Non sono completamente d'accordo. Sicuramente posizioni e foro d'imboccatura sono sostanzialmente identici; sull'ottavino, mi ripeto, occorre una sensibilità particolare per la terza ottava, magari condita con qualche posizione frutto di un po' di inventiva applicata alla base delle posizioni armoniche.
Sicuramente occorre un'intesa particolare con lo strumento che si ha in mano, considerando le diverse pressioni (d'aria intendo) da esercitare all'interno dei vari tubi.
Suono il flauto e l'ottavino da trent'anni ed alterno i due strumenti più volte nella stessa serata, sia essa d'opera, sinfonica o nel corso di un concerto da solista. Chi mi conosce sa che non studio praticamente mai l'ottavino e, chi mi conosce da lunga data, sa che al concorso alla Scala (1984) ho avuto a disposizione l'ottavino un giorno prima del concorso, preparato studiando unicamente sul flauto. Anche oggi faccio lo stesso: studio sempre sul mio vecchio flauto per poi trasporre tutto sull'ottavino o sul flauto in sol (vedi, o meglio senti, "The Magic Piccolo" - Bolling suites). Se dovessi utilizzare una tecnica diversa (anche solo d'emissione) per ogni strumento, avrei certamente bisogno di uno studio spasmodico per potere garantire la medesima qualità indipendentemente dal tubo usato.
A presto! Mau911.
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scritto da zafferana, 13, marzo, 2010
Io ritengo che ottavino, flauto, flauto in sol e flauto basso siano strumenti che hanno in comune solo le posizioni in quanto le problematiche che presentano al suonatore sono sostanzialmente diverse. I principi di emissione e chiusura della valvola sono uguali ma la risposta degli strumenti è sostanzialmente diversa. Sicuramente suonare questi strumenti sviluppa nell'esecutore una certa ecletticità ma non mi sento di condividere il parere che suonarne uno in particolare abbia ricadute positive in un altro. Un saluto a tutti.
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scritto da manager, 13, marzo, 2010
Il mio Maestro diceva che suonare l'ottavino fa suonare meglio anche il flauto non solo perché aveva provato tutti e due i ruoli - scegliendo poi di essere l'ottavino della Scala piuttosto che il primo flauto dell'orchestra Scarlatti e del San Carlo di Napoli - ma proprio sulla base del fatto che con l'Ottavino è necessaria una precisione d'emissione sicuramente maggiore che sul flauto. Non è una logica di supporto, ma un dato di fatto.
Certamente tale considerazione vale anche sugli altri strumenti: dopo una terapia sul trombino anche la tromba risulta più facile, come emissione; e tutti consideriamo il violino l'arco più difficile (guarda caso il più piccolo).
Quando si lavora sui decimi di millimetro lo sbaglio è sempre dietro l'angolo, molto più di quando si lavora su tolleranze di metri. Non è così in tutto?
Non credo che gli ottavinisti siano dei primi flauti mancati.
Spesso sono flautisti (che hanno fatto anche i primi flauti) che hanno verificato una certa facilità su uno strumento ostico per i più, e non è detto che bravissimi primi flauti/concertisti non siano performanti anche con l'ottavino; non voglio andare molto indietro nel tempo: conoscerete tutti Davide Formisano. Ebbene Davide vinse la sua prima audizione in Scala, per aggiunti in palcoscenico e in orchestra, sia come flauto che come ottavino...
Saluti! Mau911.
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scritto da zafferana, 12, marzo, 2010
La citazione non basta se non è accompagnata da una spiegazione logica di supporto. Potrei dire che suonare il trombino fa suonare meglio la tromba o il trombone o il corno...e via dicendo. Questa frase lasciata così potrebbe essere intesa come la consolazione di un mancato primo flauto. :)))) saluti a tutti
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scritto da manager, 12, marzo, 2010
Ciao Francesco.
Parto dalla fine: il "ciufolo", come tutti gli altri strumenti, è meglio apprezzato se è il meno stonato possibile...; credo che su questo non ci siano dubbi.
Sono concorde anche sul fatto che il suono in se può essere oggettivamente più o meno bello rispetto ad altri; spesso però si sentono bei suoni usati a sproposito, perdendo quindi la positività oggettiva ed evidenziando invece una scarsa pertinenza con ciò che si sta' "dicendo" con lo strumento. Lo stesso discorso vale per il vibrato, che oggi è parte integrante del suono.
Non mi trovo invece con te per ciò che riguarda le differenze fra flauto e piccolo.
So che molti insegnanti definiscono i due strumenti in modo completamente diverso, ma a mio parere ciò è un grande errore.
Certo, l'ottavino ingigantisce i problemi che si hanno sul flauto ed ha difficoltà sonore legate alla maggiore precisione nell'emissione. Vogliamo poi parlare degli acuti, magari legati a pianissimi improponibili?
Però le tecniche base sono le stesse come pure le metodologie di studio.
Tutto ciò partendo dal presupposto che si disponga di uno strumento qualitativamente valido. Spesso vedo flautisti con strumenti fantastici che però si propongono come ottavinisti dotati di flautini di categoria a dir poco "infelice".
Grazie del tuo commento! Mau911.
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scritto da francesco acampora, 09, marzo, 2010
credo che l'ottavino sia uno strumento a se stante che ha poco o nulla a che vedere con il flauto, e partendo dall' idea che secondo me non esistono suoni belli e suoni e suoni brutti, ma suoni adatti e non ad un determinato contesto musicale secondo me si può migliorare con la ricerca (su strumenti decenti) la pertinenza di un suono a quel tipo di repertorio. Tutto ciò non tralasciando mai la questione intonazione che, se è fondamentale per il flauto, sull' ottavino diventa a dir poco vitale.
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